07Feb/17

Facciamoci un nodo Blu

Bello il fatto che le istituzioni promuovano una campagna di sensibilizzazione sul bullismo, questo ci permette di avere del materiale oggettivo che arriva da uno Stato, quello Italiano che definisce gli standard educativi per i suoi cittadini.

Accettare questi standard significa diventare civili, rifiutarli significa restare un passo indietro e il tema del bullismo è estremamente importante nel nostro borgo. Dal mio punto di osservazione (scuola e oratorio) sono da sempre molto preoccupato ma tutte le volte che ho accennato al problema mi è parso di essere guardato con sospetto … in fondo sarebbe difficile ammettere che nel nostro paese la comunità adulta non riesca ad arginare i bulli, perciò il solo ipotizzarlo diventa quasi un’offesa.

Allora parliamo di dati statistici: 40 alunni delle medie (2 classi) nel leggere insieme il documento del ministero dell’Istruzione QUI alle parole: “Ma quali sono i rischi in qui possono incorrere i ragazzi online? Ad un primo livello troviamo i cosiddetti “rischi di contenuto”, come ad esempio imbattersi in siti con immagini o parole che possono turbarli o infastidirli (è capitato da qualche volta a molto spesso a circa il 46% degli intervistati), ricevere eccessiva pubblicità durante la navigazione in rete (80% dei ragazzi), o ancora giocare a videogiochi violenti o non adatti alla loro età (è successo a più del 30% degli intervistati).” Si sono messi a ridere: “il 30%? Tutti giocano a GTA” non fa nulla se sulla confezione c’è +18. “È bello”. Come è bella la violenza. L’immaturo cosa preferirà: costruirsi un mondo di violenza dove le gerarchie sono chiare e basete sulla forza o relazionarsi e confrontarsi civilmente nella fatica di accettare gli altri e farsi apprezzare per le qualità positive? (Articolo su GTA V politically correct: genitori vigilate, è un gioco, è un’opera darte, è fatto per adulti: se vostro figlio diventa un bullo sono cavoli vostri).

Puntare sulla forza: disprezzo delle regole, rifiuto dell’educazione, solo il corpo è importante e il più forte ha sempre ragione anche se fa il prepotente sembra l’humus perfetto perché cresca il bullismo. Queste idee sono considerate normali dall’ 80% degli alunni che ho intervistato (“Perché oggi è così”). Ipotizzo se fosse l’idea dell’80% degli adolescenti soncinesi? Se troppi adulti si rassegnassero a confermare “Anche ai miei tempi c’è sempre stato qualche bulletto” allora il problema continuerebbe ad essere ignorato. GTA V è un gioco vietato ai minorenni perché è dimostrato che li spegne, li devasta nella loro capacità sociale perché è inserito in un mondo di violenza senza regole: se questo gioco viene accettato come normale tra i ragazzi e gli adulti non se ne accorgono allora possiamo fare tutti i nodi blu che vogliamo ma forse ci accontenteremo soltanto che nostro figlio/a non sia la vittima: se fosse il complice silenzioso allora andrebbe bene? Se ci fosse qualcuno che “fa la vittima” c’è un problema Bullismo o il problema è “la vittima” che non sa stare allo scherzo. “In fondo li abbiamo subiti tutti“. Continue reading

27Gen/17

Genitore c’è una chiamata per te: parliamo di Emozioni

Approfondire la realtà delle Emozioni è l’argomento del ciclo di 3 incontri che l’Oratorio propone nel mese di febbraio.

Le emozioni sono un pilastro fondamentale nella vita di qualsiasi essere vivente. Scoprite come si generano e si controllano i propri sentimenti permetterebbe anche di comprendere come relazionarsi con i ragazzi e le ragazze che nell’età dell’adolescenza devono imparare a gestire questo mondo in maniera autonoma.

Se nel mondo moderno c’era un codice formale che descriveva il comportamento emotivo da tenere nelle varie situazioni, ora, nel mondo post-moderno o nella società liquida le emozioni in bene e in male sembrano essere irrefrenabili, come si chiamano? Come si riconoscono? Che sosa significano certi silenzi? Che emozione suscitava uno sguardo al mio bambino, perché poi non funziona più? Sono alcune domande a cui cercheremo di dare risposta nei tre inconti nei venerdì di febbraio: il 3, il 10 e il 17.

Agli incontri sono particolarmente invitati i genitori della Mistagogia (i ragazzi che frequentano le medie) e i genitori degli adolescenti (i ragazzi che frequentano le superiori).

Saranno tenuti da esperti del centro “Per la Famiglia” di Orzinuovi.

San Giovanni Bosco che festeggiamo il 31 gennaio, che affermava: “l’educazione è cosa del cuore”, benedica il nostro Oratorio e le nostre famiglie.

26Mar/16

Preghiera alla Croce

Riportiamo la bellissima preghiera di papa Francesco recitata al temine della cvia crucis, ci ricorda come Cristo muore ancora oggi in tante situazioni di angoscia e di morte del nostro tempo.
padre croce
Via Crucis del Venerdì Santo  Colosseo – 2016
O Croce di Cristo!
O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.

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prayforbelgiumDue giorni dopo gli attentati, su twitter, l’hastag più usato resta #preyforbelgium. L’invito alla preghiera per le vittime degli attentati.

Penso sia una cosa notevole che abbia generato 275.375 tweet il 24 marzo. Non dimentichiamo che l’Europa non ha voluto sottoscrivere le sue radici cristiane nella Costituzione (che poi non è stata approvata) e non dimentichiamo neppure che Twitter è il social network dell’emozione.

Questo hastag è perciò particolarmente significativo: mentre tutti i giornali pongono l’attenzione alla rabbia, alla paura che genera vendetta e all’assurdità del dolore, la coscienza delle persone comuni si rifugia naturalmente nella preghiera, probabilmente nella maggior parte dei casi la preghiera personale. Davvero Dio non è morto! Forse è morta l’idea di un’europa multiculturale basata sulla superiorità razionale del pensiero occidentale? Forse torneremo a pregare insieme per i mali del mondo? Forse riscopriremo che il valore “Fraternità” è comprensibile se abbiamo un unico Padre?

Preghiamo per le anime delle vittime degli attentati e anche per gli attentatori, preghiamo per i feriti e per le loro famiglie. #prayforbelgium