Auguri o benedizioni?

La pratica degli Auguri deriva dalla religiosità romana che cerca risposte nei Signa (segnali, messaggi), quando i segni sono buoni allora abbiamo “il favore degli dei” la cosa è “di buon augurio“, se i segnali sono cattivi non avremo il favore degli dei. Chi poteva emettere il verdetto augurale? Solo gli àuguri, che si dice furono fondati da Romolo in persona, all’inizio erano tre poi il loro numero è sempre andato crescendo. Da notare che quel famoso 21 aprile 753 a.C Romolo fu nominato primo Re di Roma grazie al responso augurale.

La cosa funzionava così: l’àugure delimitava uno spazio (Romolo sceglie una parte di cielo e Remo un’altra), nella porzione “sacra” gli animali devono passare e con il loro passaggio (la traiettoria, la velocità ma soprattutto il loro numero) indicano il volere degli dei. È da sottolineare che l’àugure non riporta il volere degli dei ma semplicemente li interroga indirettamente (per non disturbarli nè irritarli) e dai segni trae l’augurio richiesto.

Sono perciò completamente d’accordo con Marx quando afferma: “la religione è l’oppio dei popoli” se si riferisse alla regione romana. Sappiamo di per certo che i romani consultavano i polli sacri prima di ingaggiare la battaglia. Se per avidità lasciavano cadere qualche briciola dal becco, l’esito della battaglia sarebbe stato favorevole. In caso contrario tutto era perduto. Se fosse caduto del cibo a terra, la terra sarebbe stata colpita (infatti puvire significa colpire); se non avessero assolutamente mangiato, ritenevano che stava incombendo un grande pericolo. Era responsabilità del pullarius nutrire e allevare i galli utilizzati a questo scopo (che spesso seguivano gli imperatori nei loro spostamenti). Quando c’era bisogno di rendere favorevole Leggi tutto “Auguri o benedizioni?”