La carne di Cristo – il messaggio natalizio dell’Arciprete

Natale è la celebrazione del Mistero dell’Incarnazione di Dio. Ciò significa che Dio si è fatto uomo, ha assunto la natura umana, corpo e anima di Gesù. L’unico soggetto che ha realizzato tale Mistero è la seconda persona della SS.Trinità, il Verbo: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, ci ricorderà S.Giovanni, nel suo Vangelo, il giorno di Natale. Questo insegna la nostra fede e questo noi crediamo: la più grande e unica rivelazione di Dio è la sua Incarnazione; l’unico vero Dio che esiste dall’eternità ha finalmente mostrato se stesso nel volto di Cristo.

L’enunciazione di questa verità di fede ci porta a guardare con occhi nuovi l’umanità di Gesù. Egli, infatti, si è fatto uomo per sempre, non solo per un certo periodo. La sua umanità non è racchiusa nel breve tempo di trent’ anni circa, ma si estende a tutti i tempi. Per tutta l’eternità il Verbo rimarrà indissolubilmente legato alla carne: “Il suo Regno non avrà fine”. Ma questo comporta anche il fatto che l’umanità di Cristo è lo strumento della sua divinità e tutte le azioni che Gesù ha compiuto come uomo hanno come soggetto il Verbo divino. Ne consegue che le azioni umane di Gesù sono vere azioni umane compiute da una vera natura umana, ma quelle stesse azioni non appartengono ad una persona umana ma a Dio, alla Persona del Figlio.

Ecco allora che quando agisce Gesù è Dio che agisce. La conseguenza di tutto questo è molto importante: le azioni di Cristo hanno un valore infinito, che supera i confini dello spazio e del tempo. Hanno un valore universale e attraverso di esse arriva agli uomini di tutti gli spazi e di tutti i tempi la salvezza.

Qui si colloca la specificità della Chiesa. Essa è la presenza di Cristo oggi. Noi cristiani dobbiamo essere sempre più consapevoli  della fortuna che abbiamo. Attraverso il ministero della Chiesa possiamo incontrare Cristo vivo, perché la Chiesa stessa è il suo corpo, la presenza “carnale” di quel Gesù che ha solcato le vie della nostra terra duemila anni fa.

Se, come abbiamo riconosciuto, il soggetto dell’umanità di Cristo è il Verbo allora essa è realtà contemporanea e attuale. In particolare i Sacramenti sono i segni luminosi della presenza di Cristo che parla, annuncia, insegna, catechizza, guarisce, e salva. Quello che Gesù ha fatto al suo tempo con tanti dei suoi contemporanei oggi si realizza per noi nella vita della Chiesa.

Il mio augurio natalizio, allora, è questo: che la nostra Parrocchia sia sempre più luogo in cui si sperimenta e si incontra Dio, incarnato e vivo, nei Sacramenti e nei fratelli. Il Natale, così, lascerà davvero il suo segno.

don Giuseppe

 

Il saluto a don Mario

Caro don Mario

siamo alla celebrazione eucaristica di saluto al termine del suo mandato come parroco in mezzo a noi.

La ringrazio a nome di tutta la comunità, (a nome di quel che resta del Consiglio Pastorale, della Caritas, del Circolo Noi dell’Oratorio, dell’associazione scout Soncino 1 e della San Vincenzo) per la premura pastorale che ci ha dimostrato.

Prudente amministratore non ha mai fatto un passo più lungo della gamba, ci ha accompagnato a seguire le scelte pastorali della diocesi chiedendo di concentrare i nostri sforzi nel cammino di iniziazione cristiana. Ancora oggi, dopo 9 anni di questa proposta non possiamo nasconderci che permangono delle resistenze

ma come buon pastore non ha dato ascolto al nostro “popolo di dura cervice” ma pazientemente e pacatamente è andato avanti a fare il bene.

Cosa resta di questi 20 anni passati insieme?

Qualcuno potrebbe rispondere: le strutture:

il centro pastorale san Benedetto ideato per rispondere al nuovo bisogno dell’iniziazione cristiana,

l’asilo parrocchiale completamente rammodernato,

la chiesa di san Pietro Martire completamente risanata

o il ciclo pittorico di san Giacomo riportato all’antico splendore

Ma non possiamo questa sera limitarci a ricordare le realtà esteriori di muratura che pure sono importanti nella vita quotidiana. Oggi vogliamo ringraziare il Signore per questo tempo di grazia che ci ha dato,

per 20 anni di presenza discreta e assidua: Lei, don Mario, non ha mai voluto i riflettori puntati sulla parrocchia e non si è mai concesso un giorno di vacanza.

vogliamo ringraziarla per 20 anni di gioie e consolazioni. La gioia di quando nasce una vita: tutti i ragazzi e le ragazze qui presenti sono stati battezzati da lei; la consolazione quando il dolore della morte fa vacillare le certezze della fede.

Vogliamo dunque ringraziare il Signore in questa eucarestia per tutto il bene che abbiamo ricevuto e contemporaneamente chiedere perdono per tutte le volte che le incomprensioni hanno bloccato nella nostra comunità l’azione dello Spirito.

Chiudo consegnandogli una citazione riguardo al futuro: Eleanor Roosvelt ha scritto:

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Don Mario,

non smetta di credere alla bellezza dei suoi sogni,

visto che tanti ne ha condivisi con noi, soprattutto in occasione dell’Epifania,

le chiediamo di non smettere di sognare.  

Pentecoste, lo Spirito soffia.

Riportiamo la lettera che il vescovo Antonio ha inviato annunciando i cambi di parroci nella  diocesi:

“Al presbiterio e alle comunità della diocesi

Carissimi fratelli in Cristo,

è compito inderogabile del Vescovo provvedere alle necessità di guida pastorale nelle diverse parrocchie e comunità della diocesi, avendo cura dei normali avvicendamenti dei presbiteri, soprattutto in ragione dell’età. Il discernimento sulle priorità dell’evangelizzazione, e sui segni dei tempi di un territorio in continua trasformazione, chiede anche di prepararci all’avvio delle unità pastorali nelle diverse zone. Uno specifico documento su questo importante tema verrà pubblicato in settembre.

La decisione su chi e dove inviare ad annunciare il Vangelo e guidare le comunità cristiane è un delicatissimo atto di responsabilità davanti al Signore e al popolo di Dio. Ripetuti colloqui, miei e dei miei collaboratori, con i membri del presbiterio e talvolta con espressioni significative delle diverse comunità, hanno permesso di acquisire gli elementi utili a prendere le decisioni più adeguate al bene di tutti. Ora, consapevoli che tutto si potrebbe sempre fare meglio e diversamente, affidiamo queste scelte alla benevolenza dei fratelli e soprattutto alla grazia di Dio, che certo non manca a chi si dispone a fare la Sua volontà.

Ringrazio i fratelli sacerdoti per la disponibilità che hanno manifestato, e mi impegno ad accompagnarli nell’avvio del nuovo ministero, in modo da favorire la crescita serena e armonica di tutta la comunità diocesana. La logica di alcune scelte apparirà ancor più chiaramente quando, nei prossimi mesi, si definiranno le Unità pastorali da avviare nel futuro prossimo, e si nomineranno i moderatori di ognuna di esse.

Le nomine vengono comunicate all’inizio dell’estate, per dar tempo a tutti di completare l’anno pastorale con le principali attività estive già in programma e, contestualmente, di prevedere tempi e modi per il necessario passaggio di consegne. La presente comunicazione verrà seguita dai decreti di nomina, all’interno dei quali verrà precisata la data di inizio del nuovo mandato. Sulla scansione delle consegne e sugli aspetti logistici connessi, i sacerdoti prendano contatto tra loro e, ove necessario, con il Vicario generale. Il calendario delle celebrazioni di ingresso dei nuovi parroci andrà concordato con la Segreteria vescovile.”

Riguardano la nostra parrocchia:

“MARINONI don Mario ha rinunciato per motivi di età all’ufficio di parroco di Soncino, Casaletto di Sopra, Melotta e amministratore parrocchiale di Isengo, e viene nominato collaboratore parrocchiale di Pizzighettone, Gera, Regona e Roggione.

NEVI don Giuseppe, finora parroco di Sant’Imerio in Cremona, viene nominato parroco di Soncino, Casaletto di Sopra, Melotta e Isengo.

Il diacono FERRI Raffaele, finora collaboratore pastorale di Soncino, Casaletto di Sopra, Melotta e Isengo, viene incaricato dell’assistenza pastorale alle Case di riposo di Trigolo e Soresina.”

Riguardano i nostri affetti le nomine degli ex-vicari di Soncino:

ARDEMAGNI don Paolo, finora parroco dell’Annunciazione in Cassano d’Adda, viene nominato parroco di Robecco d’Oglio.

ZOPPI don Stefano, parroco di Cavallara e Villastrada, viene nominato anche parroco di Dosolo e amministratore parrocchiale di Correggioverde.

OSIO don Davide, finora vicario parrocchiale di Fontanella, viene nominato parroco di Cumignano sul Naviglio, Ticengo e Villacampagna.”

il Vescovo conclude la lettera:

“Affido alla preghiera di tutti i fedeli, specialmente delle comunità contemplative e dei malati, i passi di chi – come messaggero della lieta notizia – si appresta a lasciare comunità che ha servito con amore per iniziare una nuova missione, in spirito di servizio e comunione. Accogliete questi pastori e ministri con fiducia, senza pregiudizi e tanto meno chiacchiericci. Il dolore del distacco sia grembo di nuovo e più generoso slancio da parte di tutti, perché tutti sperimentino la gioia del Vangelo e della carità fraterna.

Andiamo, così, incontro al Signore, misericordioso e fedele, che ci precede nella storia, invocando il Suo Spirito su tutte le espressioni e i volti della nostra Chiesa.

Cremona, 4 giugno 2017

Solennità di Pentecoste

+ Antonio Napolioni, vescovo”