Pentecoste, lo Spirito soffia.

Riportiamo la lettera che il vescovo Antonio ha inviato annunciando i cambi di parroci nella  diocesi:

“Al presbiterio e alle comunità della diocesi

Carissimi fratelli in Cristo,

è compito inderogabile del Vescovo provvedere alle necessità di guida pastorale nelle diverse parrocchie e comunità della diocesi, avendo cura dei normali avvicendamenti dei presbiteri, soprattutto in ragione dell’età. Il discernimento sulle priorità dell’evangelizzazione, e sui segni dei tempi di un territorio in continua trasformazione, chiede anche di prepararci all’avvio delle unità pastorali nelle diverse zone. Uno specifico documento su questo importante tema verrà pubblicato in settembre.

La decisione su chi e dove inviare ad annunciare il Vangelo e guidare le comunità cristiane è un delicatissimo atto di responsabilità davanti al Signore e al popolo di Dio. Ripetuti colloqui, miei e dei miei collaboratori, con i membri del presbiterio e talvolta con espressioni significative delle diverse comunità, hanno permesso di acquisire gli elementi utili a prendere le decisioni più adeguate al bene di tutti. Ora, consapevoli che tutto si potrebbe sempre fare meglio e diversamente, affidiamo queste scelte alla benevolenza dei fratelli e soprattutto alla grazia di Dio, che certo non manca a chi si dispone a fare la Sua volontà.

Ringrazio i fratelli sacerdoti per la disponibilità che hanno manifestato, e mi impegno ad accompagnarli nell’avvio del nuovo ministero, in modo da favorire la crescita serena e armonica di tutta la comunità diocesana. La logica di alcune scelte apparirà ancor più chiaramente quando, nei prossimi mesi, si definiranno le Unità pastorali da avviare nel futuro prossimo, e si nomineranno i moderatori di ognuna di esse.

Le nomine vengono comunicate all’inizio dell’estate, per dar tempo a tutti di completare l’anno pastorale con le principali attività estive già in programma e, contestualmente, di prevedere tempi e modi per il necessario passaggio di consegne. La presente comunicazione verrà seguita dai decreti di nomina, all’interno dei quali verrà precisata la data di inizio del nuovo mandato. Sulla scansione delle consegne e sugli aspetti logistici connessi, i sacerdoti prendano contatto tra loro e, ove necessario, con il Vicario generale. Il calendario delle celebrazioni di ingresso dei nuovi parroci andrà concordato con la Segreteria vescovile.”

Riguardano la nostra parrocchia:

“MARINONI don Mario ha rinunciato per motivi di età all’ufficio di parroco di Soncino, Casaletto di Sopra, Melotta e amministratore parrocchiale di Isengo, e viene nominato collaboratore parrocchiale di Pizzighettone, Gera, Regona e Roggione.

NEVI don Giuseppe, finora parroco di Sant’Imerio in Cremona, viene nominato parroco di Soncino, Casaletto di Sopra, Melotta e Isengo.

Il diacono FERRI Raffaele, finora collaboratore pastorale di Soncino, Casaletto di Sopra, Melotta e Isengo, viene incaricato dell’assistenza pastorale alle Case di riposo di Trigolo e Soresina.”

Riguardano i nostri affetti le nomine degli ex-vicari di Soncino:

ARDEMAGNI don Paolo, finora parroco dell’Annunciazione in Cassano d’Adda, viene nominato parroco di Robecco d’Oglio.

ZOPPI don Stefano, parroco di Cavallara e Villastrada, viene nominato anche parroco di Dosolo e amministratore parrocchiale di Correggioverde.

OSIO don Davide, finora vicario parrocchiale di Fontanella, viene nominato parroco di Cumignano sul Naviglio, Ticengo e Villacampagna.”

il Vescovo conclude la lettera:

“Affido alla preghiera di tutti i fedeli, specialmente delle comunità contemplative e dei malati, i passi di chi – come messaggero della lieta notizia – si appresta a lasciare comunità che ha servito con amore per iniziare una nuova missione, in spirito di servizio e comunione. Accogliete questi pastori e ministri con fiducia, senza pregiudizi e tanto meno chiacchiericci. Il dolore del distacco sia grembo di nuovo e più generoso slancio da parte di tutti, perché tutti sperimentino la gioia del Vangelo e della carità fraterna.

Andiamo, così, incontro al Signore, misericordioso e fedele, che ci precede nella storia, invocando il Suo Spirito su tutte le espressioni e i volti della nostra Chiesa.

Cremona, 4 giugno 2017

Solennità di Pentecoste

+ Antonio Napolioni, vescovo”

Bicentenario della nascita di Santa Paola E. Cerioli

santa PaolaQuest’anno ricorre il bicentenario della nascita di Santa Paola Elisabetta Cerioli, nata nel 1816 a Soncino e battezzata in Pieve. Il ricco programma delle celebrazioni QUI interesserà anche la parrocchia di Soncino. Domenica prossima, il 24 gennaio alla celebrazione eucaristica delle 9.30 i genitori e i bambini dell’asilo di Santa Maria animeranno la preghiera della comunità. Nel pomeriggio di domenica 24 alle 16.00 a Comonte il vescovo Dante celebrerà l’eucarestia che sarà animata dalla nostra Corale san Pio V.

Giovedì 28 alle ore 18.00 in Pieve il superiore generale dei padri della sacra Famiglia presiederà l’eucarestia nel ricordo del bcentenario della nascita di Santa Paola Elisabetta Cerioli.

 

Precisazione Storica

Dal Sito di morasha la porta dell’ebraismo italiano in rete, leggo che Laura Moneta nella sua tesi “Nascita, crescita e vicissitudini attuali della scuola ebraica di Milano” al primo capitolo parla dell’allontanamento delgi ebrei dal Ducato di Milano:

“Il 1488 è un anno molto importante per la storia degli ebrei lombardi. In seguito ad una denuncia di un ebreo convertito al cristianesimo, trentotto ebrei residenti nei territori del ducato furono arrestati e incarcerati a Milano con l’accusa di usare libri in cui erano contenute frasi offensive nei confronti del cristianesimo. Il principale accusatore fu Bernardino de Bustis, che, in occasione del processo cui partecipò come membro della commissione giuridica, scrisse il “Consilium contra iudeos”. Bernardino chiedeva l’esilio e la confisca dei beni per tutti gli accusati. La sentenza fu emanata il 30 maggio 1488 e riconosceva la colpevolezza degli imputati. Per nove di loro fu decisa la condanna a morte, per gli altri l’espulsione del ducato e la confisca dei beni per tutti. Pochi giorni dopo, la pena di morte e la confisca dei beni furono commutate in una multa di diciannovemila ducati, che gli imputati dovevano pagare entro il gennaio 1490. … Il 3 dicembre 1490 Ludovico il Moro decretò che tutti gli ebrei dovessero lasciare il ducato.”

Soncino turistica

Quando leggo sulla brochure turistica “Soncino un paese che sembra un museo” che i membri della “famiglia Spira (che hanno assunto il cognome “Soncino” dall’anno 1465), dovettero lasciare il borgo a causa dell’opposizione cattolica.”  Sembrerebbe di capire che furono i parroci o i frati di Soncino a decretarne l’espulsione. La storia è diversa e non c’entra la fede. Oggi è di terribile attualità il prendere a pretesto motivi religiosi per giustificare guerre economiche; in passato, quando è stato fatto dalla Chiesa Cattolica, giustamente il papa ha chiesto scusa, ma avere la colpa per scelte politiche di speculazione economica fatte da Ludovico il Moro mi sembra eccessivo.