Una pubblicazione per approfondire

A Soncino la sera del 28 gennaio alcune associazioni hanno organizzato una interessante serata sulla legge che riguarda le DAT (Disposizioni anticipate di trattamento). Un appassionato intervento del Dott. Luciano Orsi ha fatto riflettere in maniera seria i presenti offrendo a tutti un sguardo importante sull’esperienza di un medico di fronte alla situazione di malattia che genera dolore grave o avvia alla fase terminale della vita. In quella serata sarebbe stato interessante ascoltare anche la descrizione della legge, per cui l’assenza non prevista di un relatore ha sicuramente reso l’occasione meno arricchente.

Ciò che ha presentato il dott. Luciano Orsi è il parere e  l’esperienza di un medico che ci ha parlato dell’accompagnamento nelle strutture di cure palliative. Ha anche dichiarato che la Lombardia è all’avanguardia in questo ambito e che nella maggioranza d’Italia non si conoscono le cure palliative.

Come comunità cristiana è importante guardare a questa legge per quello che è: una legge dello Stato Italiano che apre all’eutanasia.

Con questo foglietto vorremmo riflettere insieme sul primo caso di dichiarata applicazione della legge in oggetto.

Non possiamo sostenere la posizione di chi ritiene il principio di autodeterminazione come un assoluto. La vita non è possesso esclusivo di ognuno di noi e di essa non possiamo farne ciò che vogliamo.

Certamente, come diceva il detto latino: CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM. Ora, a distanza di qualche giorno dall’approvazione della legge sulle Dat è “un fatto” il primo caso di sostegno da parte dei medici alla scelta volontaria di porre fine alla propria vita. In altre parole il primo caso di eutanasia, solo quattro giorni dopo l’entrata in vigore della legge. Di seguito proponiamo alcune dichiarazioni a mo’ di rassegna stampa per approfondire il caso di Patrizia Cocco, una donna di 49 anni malata di Sla di Nuoro. Il 3 febbraio scorso si è conclusa la sua esperienza terrena. Cristianamente affidiamo alla misericordia del Padre la sua anima.

L’invito è non solo alla riflessione ma soprattutto alla preghiera perché la società italiana non cada nel baratro senza fondo di leggi che distruggono il senso morale di una intera popolazione e non sia resa più idonea alla protezione dei più deboli.

Don Giuseppe, Don Fabrizio, Don Massimo 

Il foglietto in PDF  QUI Effathà 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *