La Curiosità è una virtù?

By Don Fabrizio Ghisoni

 

Dipende: può essere un vizio oppure una virtù, il discrimine è nella purezza del cuore, l’incontro di catechesi per le medie su questo tema è cominciato così, con un raccontino:

C’era una volta una pianta giovane, di belle speranze.

Aveva esattamente quattro foglie. Quattro belle foglie lucenti di rugiada e di sole. Le quattro foglie erano amiche e chiacchieravano spesso.

Un giorno la più grande e la più bella (faceva un po’ da “leader” nel gruppo) dichiarò che aveva deciso di fare a meno dell’acqua. Le altre tre foglie erano così piene di buona volontà (o così deboli) che decisero di accettare la richiesta della loro compagna.

Si installò un ingegnoso sistema ad ombrello: quando faceva bel tempo si chiudeva l’ombrello, appena minacciava pioggia lo apriva.

Purtroppo il povero alberello senza pioggia mostrò segni di deperimento e morì.

Tutte le foglie furono portate via dal vento. (B. Ferrero)

Perché l’abbiamo letto?

“per capire che qualcuno può farsi del male da solo?”, “perché chi rifiuta il bene (l’acqua) poi muore”, anche altre sono state le interpretazioni proposte… l’obbiettivo era suscitare curiosità e chiedere attenzione.

L’introduzione al tema curiosità così è andata meglio del previsto,  per  entrare ancora di più nell’argomento la ricerca del Codice Segreto, il gioco, (foto a fianco) in cui si nasconde la serie di quattro segnalini e si hanno dieci possibilità per indovinarla; tre le possibili risposte ad o ogni tentativo: colore giusto al posto giusto, colore giusto al posto sbagliato infine nulla: colore sbagliato e quindi non ha posto.

Bellissimo il momento del confronto: di fronte ad ogni tentativo: “qual’è la soluzione migliore?”; “Seguiamo la mia intuizione o la tua?”, con qualche accorgimento (calmare gli esuberanti e incitare i timidi) le cose hanno funzionato rispettosamente. Al nono tentativo la soluzione è stata data correttamente.

Qui la domanda: ma fate così anche nelle relazioni? Cioè se uno mi stesse antipatico gli do altre nove possibilità per capirlo? Sono disposto a cambiare qualcosina della mia visione, dei miei pregiudizi per scoprire cosa ha di bello dentro il cuore il mio prossimo?

Richiesta troppo alta, non pervenuta del tutto … alla si riformula la domanda: ma siete curiosi di conoscere i vostri compagni?

La risposta è Ni, le amicizie sono scambiate per alleanze e avere dei compagni è normale, li si prova con il fuoco e per gli esuberanti menarsi amichevolmente e alzare i toni è “normale” nella compagnia, i timidi non intervengono.

Comunque abbiamo elencato i tre volti brutti della curiosità: il ficcanaso che si intromette, lo spione che non resiste alla tentazione di “controllare” gli altri, l’origliatore, che capta e riporta, questi atteggiamenti sono negativi e impediscono di conoscersi a fondo.

Si è cercato di individuare la curiosità che muove l’origliatore nel suo atteggiamento, sembra essere una radice malevola che poi trova molta linfa sui Social (e perciò sarebbe meglio estirpare questo vizio fin da piccoli  è il mio consiglio).  I ragazzi sono stupiti dell’applicazione alla loro vita: “tutti fanno così, è normale”, ma se ci sono la fake news; “perché devo verificare?”; risposta: “non è bello essere veri?” (verificare – veri). La buona curiosità è quella del Sapere, del conoscere, dell’approfondire (e quindi dello studiare). Si è cercato di dire che è possibile capire il prossimo e magari anche perdonarlo dandogli un’altra possibilità senza per forza cadere nel buonismo: (devi perdonare sempre) ma restando sul piano spirituale (perdonalo tu a senso unico di fronte a Dio): se lui non ti parla più almeno il tuo cuore sia “pulito”, almeno non odiarlo più, né portare rancore verso di lui, affidalo al Signore e prega per lui. Conclusione la curiosità buona è arrivare alla Sapienza, mettendo in gioco l’Intelligenza, due dei sette doni ricevuti dallo Spirito Santo il giorno della Cresima, se saremo curiosi così potremo approfondire anche le amicizie e risolvere i litigi e le incomprensioni. 

Termino qui con le indicazioni, a voi genitori i prossimi passi sulla via delle virtù.

P.S. riporto un dialogo interessante … ce ne sarebbero altri ma non possono essere pubblicati è meglio parlarne in Oratorio a quattrocchi:

Don- “Ma chi ha Instagram?

il 70% alza la mano

Don – “Ma come lo usate? caricate foto o lo usate per guardare come si mostrano gli altri?” (la domanda è tendenziosa perché l’anno scorso da insegnante nelle scuole di Soncino avevo avuto come riscontro che l’80% degli alunni tra medie e superiori era iscritto ai social; di questo 80% solo il 3% pubblicava foto, la stragrande maggioranza vuole esserci nella piazza virtuale ma conosce i pericoli dell’apparire e non si mette in mostra, osserva, giudica e si difende)

Ragazzo 1 – “Io carico le foto dei posti belli dove sono stato – con voce innocente e sincera continua – così se cambierò telefono avrò le foto che mi interessano sempre a mia disposizione

Don – “Bello ne fai un uso corretto, per te stesso, non per apparire

(dò la benedizione a questo ragazzo di prima media perché utilizza il Social media per essere se stesso, quello è per lui il cloud dove salva le “sue foto”. Se restasse “puro” fino ai trent’anni il suo futuro datore di lavoro che guarderà il Social potrebbe vedere la coerenza e l’affidabilità di una vita passata a cercare belle esperienze: a 12 anni la gita al lago con i genitori, a 15 anni il camposcuola con l’oratorio, a 18 anni la GMG con la Chiesa o il viaggio a Londra con la scuola, magari a 21 il viaggio missionario in Brasile … chissà, se sceglierà sempre solo “le cose belle” o quelle che davvero “gli piacciono” il suo Instagram diverrà il manifesto della sua personalità, che stia usando correttamente il Social anche in vista del suo futuro? che i ragazzi trovino gli anticorpi social che mancano a tanti adulti semplicemente perché ci crescono dentro?)

 

About Don Fabrizio Ghisoni

prete dal 2002, dal 1 settembre 2013 in servizio a Soncino come Vicario con Don Mario Marinoni e don Angelo Guerreschi Parizzi fino al 19/07/14 con Don Mario Marinoni e don Massimo Cortellazzi dal 26/07/14 con Don Mario Marinoni e don Massimo Cortellazzi, il diacono Raffaele Ferri dal 1 ottobre 2015 fino a maggio 2017 a Soncino e Casaletto di Sopra con Don Mario Marinoni, don Massimo Cortellazzi fino al 09/07/2017 con Don Giuseppe Nevi e don Massimo dal 17/09/2017 ad oggi

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