Facciamoci un nodo Blu

Bello il fatto che le istituzioni promuovano una campagna di sensibilizzazione sul bullismo, questo ci permette di avere del materiale oggettivo che arriva da uno Stato, quello Italiano che definisce gli standard educativi per i suoi cittadini.

Accettare questi standard significa diventare civili, rifiutarli significa restare un passo indietro e il tema del bullismo è estremamente importante nel nostro borgo. Dal mio punto di osservazione (scuola e oratorio) sono da sempre molto preoccupato ma tutte le volte che ho accennato al problema mi è parso di essere guardato con sospetto … in fondo sarebbe difficile ammettere che nel nostro paese la comunità adulta non riesca ad arginare i bulli, perciò il solo ipotizzarlo diventa quasi un’offesa.

Allora parliamo di dati statistici: 40 alunni delle medie (2 classi) nel leggere insieme il documento del ministero dell’Istruzione QUI alle parole: “Ma quali sono i rischi in qui possono incorrere i ragazzi online? Ad un primo livello troviamo i cosiddetti “rischi di contenuto”, come ad esempio imbattersi in siti con immagini o parole che possono turbarli o infastidirli (è capitato da qualche volta a molto spesso a circa il 46% degli intervistati), ricevere eccessiva pubblicità durante la navigazione in rete (80% dei ragazzi), o ancora giocare a videogiochi violenti o non adatti alla loro età (è successo a più del 30% degli intervistati).” Si sono messi a ridere: “il 30%? Tutti giocano a GTA” non fa nulla se sulla confezione c’è +18. “È bello”. Come è bella la violenza. L’immaturo cosa preferirà: costruirsi un mondo di violenza dove le gerarchie sono chiare e basete sulla forza o relazionarsi e confrontarsi civilmente nella fatica di accettare gli altri e farsi apprezzare per le qualità positive? (Articolo su GTA V politically correct: genitori vigilate, è un gioco, è un’opera darte, è fatto per adulti: se vostro figlio diventa un bullo sono cavoli vostri).

Puntare sulla forza: disprezzo delle regole, rifiuto dell’educazione, solo il corpo è importante e il più forte ha sempre ragione anche se fa il prepotente sembra l’humus perfetto perché cresca il bullismo. Queste idee sono considerate normali dall’ 80% degli alunni che ho intervistato (“Perché oggi è così”). Ipotizzo se fosse l’idea dell’80% degli adolescenti soncinesi? Se troppi adulti si rassegnassero a confermare “Anche ai miei tempi c’è sempre stato qualche bulletto” allora il problema continuerebbe ad essere ignorato. GTA V è un gioco vietato ai minorenni perché è dimostrato che li spegne, li devasta nella loro capacità sociale perché è inserito in un mondo di violenza senza regole: se questo gioco viene accettato come normale tra i ragazzi e gli adulti non se ne accorgono allora possiamo fare tutti i nodi blu che vogliamo ma forse ci accontenteremo soltanto che nostro figlio/a non sia la vittima: se fosse il complice silenzioso allora andrebbe bene? Se ci fosse qualcuno che “fa la vittima” c’è un problema Bullismo o il problema è “la vittima” che non sa stare allo scherzo. “In fondo li abbiamo subiti tutti“.Ecco il punto: c’è il problema bullismo a Soncino? Se la risposta è SI’ allora è un problema gigantesco da affrontare a tutti livelli della popolazione dagli anziani (custodi delle tradizioni), ai genitori, ai giovani agli adolescenti per rompere una mentalità che ha portato ad essere normalità la violenza nelle relazioni. Se la risposta è NO. Allora questo articolo è il solito inutile allarmismo di un prete bigotto.

Tuttavia non mi spiego come mai domenica 5 febbraio alle 16.00 fosse possibile assistere alla scena dove 20 adolescenti (tutti maschi. Ma non è da 20 anni un Oratorio misto? Dove sono le ragazze? Dove’è il femminile?) sghignazzando sotto il portico assistevano alla “resa dei conti” tra il “bulletto” che prendeva a calci la “vittima”; sono troppo diretto e poco oggettivo: devo dire (politically correct) tra il ragazzo che si faceva rispettare e giustamente concedeva le attenzioni richieste dal quell’altro che continua sempre a provocare tutti e vuole farsi inseguire per essere al centro dell’attenzione. La mia uscita in cortile non ha fermato l’evento ma anzi ha aggiunto una prospettiva: “reagirà il don?”; quando ho capito l’identità degli interessati ho scelto il silenzio. Ogni intervento sarebbe stato inutile: quello che ho definito vittima è talmente consapevole del suo ruolo che ogni tentativo di difesa da parte mia sarebbe stato smentito dalla “vittima” stessa: “stiamo giocando: don non si preoccupi”. Poco dopo alle 17.15 mentre aspettavo i pochi adolescenti che aderivano alla proposta formativa: “andiamo a Soresina a condividere l’incontro del gruppo 4EVER della zona pastorale” ho dovuto assistere all’irrisione dei “poveri bigotti” che stando sulla porta (ma non possono entrare?) si sono sentiti irridere dai furbi che ovviamente devono disprezzare questo tipo di proposte. Ammiro tantissimo i pochi che hanno comunque accesso a questi eventi formativi che sono belli e normali ma che qui a Soncino si scontrano con alcune premesse che li rendono straordinari e decisamente per “bigotti, sfigati”. Non tutti reggono lo sguardo di disprezzo ed è anche vero che per fortuna non tutti sono guardati così. Se ci fosse il bullismo potrebbe anche succedere che qualcuno sentendosi guardato male all’ultimo momento se ne vada con una scusa. Due le possibilità: è troppo sensibile non regge certi sguardi (io lo ammiro comunque per la sua sensibilità) oppure è sfigato e perciò “deve nascondersi”. Se fosse avvenuto sarebbe preoccupante … Teniamoci il beneficio del dubbio. Intanto almeno oggi facciamo un nodo blu. e non dimentichiamo che il primo passo per risolvere un problema è ammettere la sua esistenza.

don Fabrizio

 

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