Lettera aperta della direttrice didattica Antonella Caravaggi ai genitori e a tutto il personale della Scuola. Considerazioni fondanti per la nuova ripresa dell’anno scolastico.

Ultima settimana di agosto, una settimana particolare, come è giusto che sia perché l’ultima di una esperienza nuova, coinvolgente, per certi versi anche difficile e complicata. A fine gennaio, quando sono approdata a Soncino, e più precisamente alla scuola dell’infanzia San Martino, non avevo idea di cosa mi sarebbe successo realmente e quanto questa avventura mi avrebbe arricchito.

All’inizio, spinta da una motivazione affettiva personale, ho accettato una proposta interessante: coordinare una scuola dell’infanzia e, in una situazione normale oggi mi troverei a fare il bilancio del mio primo anno di attività presso la scuola dell’Infanzia San Martino, ma l’emergenza sanitaria che ha coinvolto tutti ha fermato, o meglio deviato il percorso che avevo programmato. Ha sbaragliato le carte in tavola, mi ha messo di fronte a sfide nuove, offrendomi  nuove occasioni, di cui non ho colto immediatamente la portata e le conseguenze ma che oggi ritengo essere determinanti per il futuro della Scuola San Martino e che mi fanno considerare questo periodo l”anno zero”. Un periodo nel quale la Scuola, intesa come l’insieme di tutti quelli che ci lavorano, ha imparato a conoscersi, a mettersi in gioco, a considerare come opportunità di crescita le sfide che giornalmente si trovava ad affrontare e ha posto le basi per un lavoro futuro.

Tre sono state le sfide più importanti che la Scuola si è trovata ad affrontare: gettare le basi per la costruzione di una squadra di lavoro, trasmettere l’idea di “essere Scuola” nonostante l’impossibilità di frequentare la scuola, riprendere le attività in presenza.

1. Non è certo un segreto che la Scuola San Martino stesse attraversando un momento di crisi e forse è proprio per questo che insieme, tutto il personale della scuola ed io, abbiamo colto nella situazione di criticità l’opportunità per rilanciare i rapporti professionali, per costruire legami tra il gruppo di lavoro che si stava costituendo, per riflettere sulla nostra professionalità e sul Vero Senso del nostro lavoro e, non ultimo, per consolidare i rapporti con le famiglie.

Attraverso un lavoro di ascolto e di sereno confronto, i rapporti interpersonali hanno subito una evoluzione e ci si sta avviando a una conoscenza reciproca che permetta a ciascuno di comprendere l’importanza del proprio ed altrui ruolo e di assumere decisioni consapevoli e condivise. A tutto il gruppo, docenti e non docenti, a chi è rimasto, a chi si è aggiunto durante il cammino e a chi ha deciso di andare, il mio grazie e la mia riconoscenza. Ciascuno di loro mi ha regalato qualcosa, ha lasciato un segno dentro di me.

2. La seconda sfida è stata determinata dal lockdown che ci ha spinto a trovare modalità sempre nuove per cercare di stare vicino, di farci presenti, di camminare a fianco dei bambini e delle loro famiglie e lo abbiamo fatto usando le tecnologie digitali e con la preziosa collaborazione delle rappresentanti dei genitori.

Le insegnanti hanno realizzato video da inviare ai bambini, aperto un sito web, organizzato un concorso e fatto videoincontri con piccoli gruppi di bambini.

I genitori, i nonni, in tutto questo lavoro sono stati dei preziosi alleati, hanno svolto la funzione di mediatori tra la Scuola e i bambini e non posso che apprezzare questo loro impegno che è andato ad aggiungersi a tutti quelli causati dalla situazione di emergenza che stavamo vivendo.

3. L’ultima sfida che la scuola ha affrontato, è stata la ripresa dell’attività educativa, attraverso l’attivazione, per ben due mesi, del centro estivo “SUMMER TIME – NOI RIAPRIAMO” perseguendo anche la finalità di sostegno ai genitori che, nel periodo estivo, svolgono attività lavorativa e, nel contempo, intendono inserire i propri figli in un ambiente sicuro e tutelante, permeato da uno spirito di creatività.

Un’esperienza che ha comportato l’impiego di molte energie professionali, economiche e motivazionali e, certamente, l’impegno non indifferente e la dedizione delle insegnanti e delle volontarie tutte formate per gestire le attività secondo i nuovi parametri di prevenzione sanitaria. La Scuola San Martino ha  proposto un contesto nel quale bambini  potessero realizzare un’esperienza di vita positiva, spensierata e di crescita all’interno di un gruppo guidato da professionisti.

Il progetto del Centro Estivo, attento a fare percepire il clima del tempo di vacanza attraverso esperienze ludico creative, manipolative, organizzate e coordinate dalle docenti, mirava allo sviluppo delle abilità di socializzazione e creative, e alla acquisizione delle nuove procedure di sicurezza sanitaria attraverso il divertimento, le esperienze, la scoperta e la quotidiana interazione con gli animatori/educatori. In uno spazio d’espressione e di sperimentazione di relazioni informali con i coetanei e con gli adulti.

A seguito della pandemia i bambini da tanto tempo non stavano insieme, ma da giugno tutti insieme uniti e distanti quanto basta, con mascherine e mani pulitissime, sfruttando al massimo gli ampi spazi all’aperto della scuola,abbiamo fatto  un centro estivo da non dimenticare scoprendo nuovi modi di stare insieme.

Anche i nuovi bisogni emotivi sono stati tenuti in debito conto. I bambini, in modo più o meno consapevole si sono ritrovati isolati e interrotti nelle loro vite routinarie, e a volte troppo piene, con scuole chiuse all’improvviso, senza avere avuto la possibilità di salutare amici e maestre, con le quali avevano un rapporto costruito con tanta cura giorno dopo giorno.

E anche l’isolamento è stato diverso per chiunque: alcuni bambini che ricorderanno questo periodo come un idillio di coccole e accudimento, altri lo avranno vissuto come un incubo e una vera prigionia; per questo è stato attivato il progetto “Diamo parola”, per consentire ai bimbi di parlare del loro vissuto per elaborarlo in modo positivo, e il progetto “Parliamone Ora” con la collaborazione della dott. Bonetti.

Questa esperienza, terminata in modo positivo, è stata anche una occasione per testare, provare, quanto si farà fra pochi giorni con l’inizio del nuovo anno scolastico.

In questi due mesi ho visto bambini sorridenti, felici di aver vissuto un’esperienza di ripresa della socializzazione, del gioco e della condivisione della giornata con i propri coetanei, ho visto genitori sereni, fiduciosi, ho visto le maestre e tutto il personale attento a rispettare e far rispettare tutte le procedure di sicurezza ma senza trasformarle per i bambini in situazioni traumatiche.

Naturalmente non posso dimenticare tutte le persone che hanno collaborato alla piena riuscita del progetto, le maestre, le ausiliarie, le volontarie, il parroco e i sacerdoti che si sono prestati anche a lavori “di fatica” per rendere accoglienti e sicure la scuola e le sue pertinenze.

Ultimi, ma non ultimi, ancora una volta ringrazio i genitori che hanno avuto fiducia nella scuola e ci hanno affidato quanto di più prezioso posseggono.

L’anno zero, il periodo in cui abbiamo posto le basi per un nuovo futuro, è terminato, fra pochi giorni inizia una nuova fase, un nuovo anno scolastico

Una nuova fase in cui, nonostante sia necessario ancora il distanziamento fisico, si presenta finalmente il riavvicinamento sociale. Bisognerà lavorare molto sulle emozioni e creare una memoria condivisa del “tempo sospeso” del lockdown.

Ci sarà gioia e paura della libertà, ci sarà la paura di ammalarsi o di trasmettere la malattia ai propri familiari; con gradualità riprenderemo i ritmi quotidiani ed è importante non buttare via quello che di positivo abbiamo imparato.

Antonella Caravaggi

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